Fu un gran giorno, quello, e per ordine dei dottori nessuno ebbe il mal di pancia.


Ancora adesso, quando i bambini chiedono un altro gelato, i genitori sospirano: - Eh già, per te ce ne vorrebbe un palazzo intero, come quello di Bologna.

La passeggiata di un distratto

- Mamma, vado a fare una passeggiata.


- Va' pure, Giovanni, ma sta' attento quando attraversi la strada.


- Va bene, mamma. Ciao, mamma. - Sei sempre tanto distratto.


- Sì, mamma. Ciao, mamma.

Giovannino esce allegramente e per il primo tratto di strada fa bene attenzione. Ogni tanto si ferma e si tocca.


- Ci sono tutto? Sì, - e ride da solo.


È così contento di stare attento che si mette a saltellare come un passero, ma poi s'incanta a guardare le vetrine, le macchine, le nuvole, e per forza cominciano i guai.


Un signore, molto gentilmente, lo rimprovera:


- Ma che distratto, sei. Vedi? Hai già perso una mano.


- Uh, è proprio vero. Ma che distratto, sono.


Si mette a cercare la mano e invece trova un barattolo vuoto. Sarà proprio vuoto? Vediamo. E cosa c'era dentro prima che fosse vuoto. Non sarà mica stato sempre vuoto fin dal primo giorno...


Giovanni si dimentica di cercare la mano, poi si dimentica anche del barattolo, perché ha visto un cane zoppo, ed ecco per raggiungere il cane zoppo prima


che volti l'angolo perde tutto un braccio. Ma non se ne accorge nemmeno, e continua a correre.


Una buona donna lo chiama: - Giovanni, Giovanni, il tuo braccio!


Macché, non sente.


- Pazienza, - dice la buona donna. - Glielo porterò alla sua mamma.


E va a casa della mamma di Giovanni.



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